"Salvate noi, non le balene" di Michele Messina
Caustico e sferzante si presenta il terzo lavoro di Michele Messina, a partire dal titolo che cita “This is Radio Clash”, manifesto contro la guerra del gruppo londinese capitanato da Joe Strummer.
Un microcosmo popolato da una Signora in bianconero e personaggi a cui sembrano mancare solo i balloon, infarcito di punk britannico e citazioni da Garcia Lorca, prodezze di Pinturicchio Alex, a cui fanno da contraltare minuziose descrizioni di vita quotidiana del professore di italiano e storia fra lezioni, consigli di classe, tra orari di corriere e fila al supermercato, dialoghi surreali e convivenza con umanità di vario genere. Come evidenziato dalla prefazione di Roberto Beccantini, una delle firme calcistiche più prestigiose de La Stampa e del Guerin Sportivo, il libro procede su due piani: l'iniziazione scolastica, da parte di un aspirante insegnante sempre rigorosamente precario, passando poi a veri e propri «spezzatini» di very normal people. Suddiviso in dieci racconti, l'ultimo dedicato alla trionfale cavalcata in Germania degli azzurri mondiali e alla discesa agli inferi della Signora bianconera, il libro scorre piacevolmente regalandoci uno spaccato minimalista di vita vissuta, in un periodo che va dal 2002 al 2006, dagli anni in cui Messina fa il pendolare a Cosenza per seguire i corsi S.s.i.s., e quindi prenotarsi un biglietto di seconda classe per andare ad arricchire le fila di nostre menti emigrate nel prospero Nord, fino ai primi anni d'insegnamento nel modenese tra Sassuolo, Carpi e Pavullo. Storie che l'autore tiene sempre in bilico fra il grottesco e il surreale, che spesso strappano il sorriso, a volte amaro come quando candidamente un suo alunno esordisce “Prof, ha visto che il giornale ha riportato la notizia che dei vandali hanno distrutto tutte le lampadine dei lampioni di quella strada? Beh sono stato io”. Con protagonisti persone reali, ribattezzate dalla fervida fantasia del Messina con nomi bislacchi, il Sub-Comandante, il prof. Telemaco, Mandorlinfiore, Jhonny Gioimamma, il Magggico e il signor Bonapezza, ai più conosciuto come il Premier Berlusconi, solo per citarni alcuni. Messina tesse con abile maestria le trame di questi racconti brevi tra alunni distratti, operai meridionali ed extracomunitari, e maestre che “vogliono troppo bene alla mamma”, dove spesso riaffiora la nostalgia per la sua terra, anche nella semplice descrizione di una visita ad una fiera di prodotti tipici dove fanno bella mostra l'olio ed il Viagra di Calabria. Completano il volume alcuni racconti singoli come “L'avviso” dove un uomo non trova più nello scaffale del supermercato i suoi crauti preferiti e decide di volare via su una mongolfiera e “La canzone” storia di una canzone che non si ascolta perché ricorda qualcuno.
Michele Messina, castrovillarese, docente nelle scuole secondarie superiori nella provincia di Modena, ha pubblicato nel 1997 un libro di racconti “Dentro la Città”; nel 2001 per le Edizioni Montaleone ha pubblicato “Good e altri racconti”. Vari racconti sono apparsi su riviste letterarie. Collabora per le pagine culturali de Il Quotidiano della Calabria.
Recensione di Domenico Donato
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