Presentato “Jnta, fora, mminz’u làrigu” il nuovo libro di Maria Zanoni

in Eventi

È stato presentato nella splendida cornice della Tenuta dei Frati, immersa nel cuore delle Vigne di Castrovillari il volume “Jnta, fora, mminz'u làrigu”, scritto a quattro mani da Maria Zanoni e Claudia Rende.

L'incontro è stato introdotto dalla prof.ssa Lide Macrini che ha letto alcuni passi del libro sulle note di “Civitaredda” suonata alla fisarmonica. “È una finestra sul passato che serve agli adulti per ricordare e ai giovani per scoprire un mondo che altrimenti cadrebbe nel dimenticatoio” ha detto la Macrini. In un tempo in cui stanno tornando in vita tante tradizioni popolari, magari dismesse da tempo, che vedono i giovani, promotori entusiasti, aiutati dai consigli dei più grandi, ecco un suggestivo excursus attraverso i vicoli (i vanèdde) e nelle piazze antiche (mminz'u larigu), nelle campagne, nelle masserie (fora), nelle case (jnta), incontrando personaggi anonimi o conosciuti, contadini, artigiani, venditori ambulanti, borghesi, politici, per riscoprire la storia di Castrovillari nel '900, e valorizzarne la microstoria. Il volume fotografico, che raccoglie 690 foto, 650 sono d'epoca, molte rare, racconta la città del Pollino nel secolo "breve", il '900, attraverso il dialetto. “Abbiamo usato il dialetto - ha spiegato la Zanoni, impegnata da oltre un trentennio nella ricerca antropologica ed etnofotografica nel campo dei Beni culturali e delle tradizioni popolari - perché quel mondo si può descrivere solo attraverso esso, permettere che si estingua significa distruggere intere generazioni di persone che non hanno fatto la grande storia ma che hanno lo stesso contributo a formare il tessuto sociale, culturale ed economico del paese. Le autrici hanno poi sottolineato il grande lavoro di ricerca svolto, e hanno ringraziato tutti coloro che hanno messo a disposizione le proprio foto, con riferimenti e dati, dando un prezioso contributo alla buona riuscita dell'opera. “Un'opera di giustizia che ridà una seconda vita, - ha spiegato la prof.ssa Donatella Laudadio Marzano - seppur breve attraverso le foto, a chi non c'è più e un'opera di riscatto per una lingua, il dialetto, che deve essere tutelata e conservata. Citando il linguista De Marco, ha poi parlato del dialetto come questione culturale e sociale “perché conservare il dialetto, significa tutelare il pensiero divergente, lo zoccolo duro contro cui s'infrangono i totalitarismi del nostro villaggio globalizzato. Sfogliando le pagine del volume - ha concluso la Laudadio - si può scorgere una società di ieri più solidale, umana, ricca di colore che spesso vince il confronto con quella attuale”. Un ricco buffet ha allietato i cento invitati.

Domenico Donato

Powered by opensoluzioni.it - I contenuti di questo sito sono pubblicati sotto Licenza Creative Commons

toolbar powered by www.iconcy.com