“La strana coppia” diverte e strappa applausi a Castrovillari
Mariangela D'Abbraccio ed Elisabetta Pozzi, ovvero due protagoniste assolute della scena teatrale, amiche nella vita, conviventi forzate nel loro secondo lavoro teatrale insieme.
E' andato in scena al Teatro Sybaris di Castrovillari “La strana coppia” di Neil Simon con Mariangela D'Abbraccio e Elisabetta Pozzi per la regia di Francesco Tavassi. Lo spettacolo era inserito nel cartellone dell'undicesima stagione teatrale comunale organizzato dall'assessorato alle politiche culturali e da Teatri Calabresi Associati. Mariangela D'Abbraccio ed Elisabetta Pozzi raccolgono il testimone di molti colleghi dal cinema al teatro e, in Italia, di Rossella Falk e Monica Vitti (e proprio a San Severino era stata presentata da Massimo Lopez e Tullio Solenghi). Elisabetta Pozzi dopo tante performances intensissime (Ecuba, Medea, Elettra, Fedra) che le sono valse i massimi riconoscimenti per il teatro si cimenta in questo ruolo brillante, a tratti comico, dando ancora una volta prova della sua indiscussa bravura. La D'Abbraccio si cala perfettamente nei panni di Flo, in un ruolo a lei più familiare, regalandoci un'altra strepitosa prova d'attrice e divertendoci con i tormentoni e le ossessioni di Flo. Il pubblico avverte sin dalle prime battute la grandissima sintonia ed intesa che c'è sulla scena fra le due signore del palcoscenico. Nei ruoli di contorno tre attrici molte brave che hanno dato vita a tre spumeggianti donne molto diverse tra di loro, Silvana De Santis (la più navigata, soprattutto in merito di ex), che dirige gli umori delle compagne con le sue battute al vetriolo, Tatiana Winteler (la poliziotta Mickey) e Federica Restani nei panni della svampita e siliconata Silvie. Molto simpatici ed in parte anche i due uomini sulla scena, gli “spagnoli” Manolo (Antonio Conte) e Jesus (Raffaele La Tagliata), ovvero i fratelli Torrone, che hanno dato un'ulteriore sferzata di ritmo nel secondo atto della commedia. Spassosissima la scena a quattro con i due “focosi” iberici e le due protagoniste, una (Olivie) con gli ormoni in tempesta e pronta a cedere alla passione latineggiante l'altra (Flo) preoccupata solo del cappone di sei chili che sta per diventare un tizzone bruciacchiato. Spinto dal successo ottenuto dalla sua versione al maschile, Neil Simon, fra i più rappresentati commediografi viventi, nel 1985 riadattò al femminile il testo che è universalmente riconosciuto come il suo capolavoro, al cinema uno dei più celebri lasciti di due grandissimi come Lemmon e Matthau. La trama si mantiene sostanzialmente invariata, ovvero le due amiche contrapposte nel carattere (Olivie divorziata, sola e disordinata, diametralmente opposta ci appare Florence, sensibile puntigliosa e maniaca dell'ordine) costrette ad una convivenza fatta di ostilità, litigi, battibecchi, quando il marito di Flo la lascerà esasperato dalle sue manie. Anche se l'intesa tra chi si conosce da sempre sembra perfetta, sono sufficienti tre settimane per far sì che lo stare insieme si riveli estremamente problematico e porterà tutte e due ad una nuova consapevolezza, senza però scalfire il sentimento di amicizia. Masolino D'Amico ha curato la traduzione, rimanendo molto ancorato all'originale e trasportandolo ai giorni nostri per facilitarne l'immedesimazione del pubblico. Lo spettacolo diverte e strappa risate ma svolge anche la sua duplice funzione, come tutte le grandi commedie del Novecento, facendo sulle nevrosi dell'uomo moderno e sulla solitudine, male forse inguaribile della nostra società. Asciutta e lineare la regia di Tavassi che si trova a proprio agio nel dirigere le due splendide protagoniste, peraltro le aveva già dirette con successo nel “Maria Stuarda” di Dacia Maraini, ben supportate dagli altri cinque bravi interpreti in una pièce collaudatissima che da quasi cinquanta anni diverte ed entusiasma tutti i pubblici.
Domenico Donato
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